Il nuovo Statuto d'Autonomia della Nazione Sarda - Sa Charta de Logu Noa de Sa Natzione Sarda
Comitato Firma per la tua Sardegna
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19 Maggio 2007
Lettera di uno studente da Urbino
di Red., ore 02:35
17 Maggio 2007 08:28
Autore: paolo
Carissimi membri del Comitato Firma per la Tua Sardegna, Sono uno studente sardo in Governo delle Regioni e degli Enti Locali dell'Università di Urbino. Vi scrivo per dare qualche mia riflessione e contributo in seguito ad un approfondito studio dello Statuto speciale della Sardegna dovuto alla stesura della mia tesi laurea conseguita l'anno scorso qui ad Urbino. Con grande piacere mi è stata segnalata la nascita di questo Comitato e con altrettanto piacere comincio a vedere i risultati di questo lavoro. Dare alla Sardegna lo spazio che si merita nel panorama Italiano, meditteraneo ed Europeo è il minimo che possiamo fare per la nostra Terra. Le ultime affermazioni del Presidente del Consiglio, che confermavano le precedenti del Ministro degli Esteri, sulle Province sarde, mi hanno fatto sobbalzare dalla sedia per l'ignoranza dei nostri governanti e per il villipedio della nostra Autonomia costituzionale e specificità istituzionale. A quanto pare non serve a niente uno Statuto che preveda la potesta legislativa regionale sugli enti locali, a niente servono le pronunce della Corte Costituzionale, a niente serve il voto democratico della nostra assemblea legislativa e della consultazione referndaria. Per questo chiedere a gran voce un Nuovo Statuto è determinante. Non possono guardarci come un Popolo di serie B. Meno male che si diceva il giorno dopo della Prima Guerra Mondiale l'Italia ha un debito di sangue con la Sardegna che dovrà ricolmare. L'Autonomia conquistata all'inizio dell'era repubblicana, oggigiorno appare insuficiente, sopprattutto dopo la modifica del Titolo V parte seconda della Costituzione, che assegna un forte peso ed una forte autonomia alle Regioni ordinarie, spesso più forti che per le Regioni speciali. L'articolo 116, anche se novellato, ci riconosce un crisma di specificità, da sfruttare se no si vuole rimanere in dietro e se vogliamo dotarci di forti istituzioni politiche in grado di ben governare il Nostro Popolo. E' ora di alzare la testa. Il Preambolo per questo nuovo Statuto è un ottimo primo passo.Un buon inizio. Dopo questa lunga e spero non noiosa introduzione vorrei segnalare alcuni punti sul quale l'articolato si soffermi. Innanzittutto lo Statuto dovra disciplinare le materie di compenza legislativa della Regione che comprenda le materie di specifico interesse sardo e tutte le altre materie devolute dalla Costituzione alle altre Regioni. Inoltre dovra disciplinare le matrie concorrenti e le materie dove la Regione ha potesta regolamentare e attuativo. L'autonomia finanziaria per l'implentazione delle politiche stabilite legislativamente è fondamentale. Questa si dovrà articolare in tributi propri, in quote di co-partecipazone al gettito statale e in fondi di trasferimento e contributi specili. Veniamo poi alla parte dolente della forma di governo. Penso che il neo parlamentarismo corretto sia la forma migliore per governare la Regione, premiando stabilità e rappresentatività. Il Consiglio e il Presidente della Regione si devono bilanciare. Quindi elezione diretta del Presidente della Regione e nomina/revoca diretta degli Assesori, ma anche sfiducia costruttiva del Presidente e superamento del simul stabunt,simul cadet ma comunque preservando la maggioranza assembleare con una clausola anti ribaltone. Inoltre sarebbe opportuno istituire l'istituto del decreto legge regionale e del decreto legislativo regionale come fonti tipiche. Un'ultima proposta, ministerializzare gli assessorati. Ciò per rafforzarne il ruolo anche in chiave europea. In questo modo essi potranno sedere nella delegazione italiana presso il Consiglio in quanto componenti ministeriali. Ancora un grosso augurio di buon lavoro.
dott. Paolo Farci
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