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14 Maggio 2007
Lettera di una sarda in Nuova Zelanda sul Preambolo
di Susanna Cappai susycap@tiscali.it, ore 23:39

----- Original Message -----

From: Susanna Cappai

To: info@statutosardegna.eu

Sent: Monday, May 14, 2007 12:34 PM

Subject: Opinioni e domande sul Preambolo

 

Ora qui in Nuova Zelanda sono le 21,30 e ho appena riletto con piacere il testo del Preambolo .

Ora vi espongo le mie domande e le mie modestissime idee, che comunque, io potrei rappresentare la maggioranza delle persone a cui vi rivolgete, cioè non tecnici specializzati, ma comuni lavoratori.

Credo infine che la politica spesso sia volutamente tenuta lontana dai cittadini anzi che a loro servizio ma questo è un altro discorso.

 

Come sarda e cittadina italiana e europea, e adesso del mondo, vedo la Sardegna, oggi più che mai davvero piena di grandi potenzialità, ma altrettanti limiti.

Le potenzialità riguardano tutto ciò che è grande, grandissima cultura e tradizioni, posizione geografica strategica, bellezze naturali, risorse agro-pastorali, artigianato e temperamento e orgoglio del popolo sardo che, oggi più che mai, in un concetto estremo di globalizzazione ognuno di noi cerca disperatamente. In un mondo che pretende di uniformare l’essere umano, in un Europa che rischia di farci perdere la nostra identità, in un’Italia che segue affannosamente le condizioni dettate dalla comunità Europea, almeno noi, dell’ antica Terra piena di storia e sofferenza cerchiamo di salvarci.

È giusto che il Sardo si apra al mondo, è fondamentale, ma è giusto che il mondo ci conosca, ci apprezzi e ci rispetti per una nostra precisa identità e fermezza di far valere i nostri diritti prima di tutto di cittadini sardi.

Con questo non voglio dire che siamo diversi dagli italiani ,anzi tutt’altro, siamo italianissimi e orgogliosi di esserlo, e così come Europei, ma le problematiche specifiche possono essere risolte solo ed esclusivamente da regole e legislazioni specifiche, visto la posizione geografica, le tradizioni, la cultura e le risorse economiche della Sardegna.

Credo che ogni sardo sia più che orgoglioso di affermare questo e molto più di questo, ma la gente è stanca di parole e pochi fatti. Riconquistare la fiducia politica nei confronti della popolazione è diventata un’impresa, visto le ripetute delusioni. Ora la gente vuole fatti, vuole vedere l’impegno reale dei politici per risanare, almeno in parte un’economia con buone potenzialità, ma con altrettante problematiche. A volte il sentirsi cittadini comuni equivale a sentirsi dei burattini nelle mani di Mangiafuoco, e questo porta al malcontento, ma, anche alla muta rassegnazione.

Vorrei che davvero le cose cambiassero, che persone come me, scegliessero liberamente di andare via e non scappare per sopravvivenza. Abbiamo tante buone teste, innamorate e deluse dalla nostra terra, in giro per il mondo a cercare un mare e una cultura irritrovabile.

Comunque, scusa la divagazione prolissa, ritorno sull’argomento. Ora ho qualche domanda da porvi:

1.       coesione sociale delle piccole comunità…..vuol dire un’unica identità linguistica, ma non di tradizioni, come si farebbe?

2.       che cosa è l’ecosistema sardo?

3.       accrescere il benessere del popolo sardo è consequenziale alla ripresa economica e la ripresa economica è consequenziale a regole proprie e specifiche, ma…..fatte rispettare con onestà!!!!

4.       coabitazione del popolo sardo con l’Italia, l’Europa e il resto del mondo, questo è un grandissimo problema. Se gli “ospiti” venissero da noi in punta di piedi, rispettando le nostre regole e capendo e comprendendo la nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra personalità per poi integrarsi tra di noi in tutto e per tutto, allora questo sarebbe ideale. Ma per come vanno le cose ora, la maggior parte dei nuovi ingressi nella nostra isola, non portano arricchimento, ma anzi disperazione.

5.       quale è il ruolo e la vocazione euromediterranea della Sardegna.

 

Come vedete, sono una comune cittadina ignorante su molti temi politici, ma con un grande senso pratico, e forse è questo che vuole la gente. State vicino il più possibile alla gente, ascoltatela, fatevi davvero portavoce, fate che la voce del popolo sia sovrana.

 

Infine vi dico che l’esperienza in NZ mi ha insegnato tanto. Questo è un paese nuovo, in boom economico, con delle rigide regole per conservare una finta identità, noi che l’abbiamo davvero non riusciamo a preservarla.Qui però ancora si vive bene, a dimensione umana e senza porte blindate, non c’è disperazione. Chi vuol vivere qui deve accettare e rispettare le regole di questa nazione multietnica, in punta di piedi e apportando profitto nella pacifica convivenza.

Penso che la Sardegna, con interventi decisi ed efficaci possa rinascere, è l’augurio e l’impegno di ognuno di noi sardi.

 

Non ho riletto, sono strastanca e spero di aver scritto un po’ chiaro.

Buonanotte
Susy Cappai
Nuova Zelanda
susycap@tiscali.it
 
 
 
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